War of the Leafs - Parte 4

Mentre l'eclissi solare sovrastava la Valle del Mago, Elendor e Jaran erano arrivati ai ferri corti. Ma Anya si era frapposta tra i due.

"Perché sei qui, Anya?" chiese Elendor, la spada di luce ancora in mano. "Non dovresti essere qui, non è sicuro" asserì Jaran, la spada di oscurità in pugno. "Vi prego, ascoltatemi! Questa guerra non ha senso, dovete fermarla! Nero non-" "Non un'altra parola, principessina delle ombre. Di speculazioni ne ho sentite fin troppe e non voglio sentire un'altra ipotesi in difesa di Nero" la interruppe Elendor. Anya restò un po' sorpresa, come se Elendor già sapesse cosa aveva da dire.

"La verità si basa sulle prove concrete, Anya, non su semplici ipotesi non-verificate. Il coinvolgimento del Nono, di cui i tuoi amici blateravano poco fa, è una delle prime ipotesi che ho vagliato. Sono in ritardo di più di 500 anni. Come in tutte le ipotesi alternative che ho sentito, non c'era nemmeno l'ombra di una prova. Ne hai forse trovata una?" chiese Elendor, sapendo già la risposta. Ovviamente, Anya non aveva in mano niente di concreto.

"Forse dovresti smetterla di credere alle favole e guardare in faccia la realtà. I tuoi amici ti hanno forse detto che Jaran nasconde l'unica cosa che potrebbe svelare la verità?" ed Anya, basita, guardò verso il Mago della Valle. "Jaran… ?" lo chiamò Anya. "Non è come pensi" tagliò corto Jaran. "Oh no, Jaran, invece è esattamente come pensa: sei tu il cattivo in questa storia" replicò l'elfo.
Jaran: "Non cercare di incolparmi! Sei tu che hai iniziato la guerra"
Elendor: "Perché tu non hai acconsentito alla mia richiesta"
Anya: "Quale richiesta?"
Jaran: "Né lo farò mai"
Anya: "Quale richiesta, Jaran?"
Jaran: "Anya, ora non è il momento"
Anya: "Mi stai occludendo il tuo passato"
Jaran: "Non è una cosa che ti riguarda"
Anya: "Mio fratello ha rischiato la vita per salvarmi e tu dici che non mi riguarda?"
Jaran: "Sono stato io ad aiutare tuo fratello. Credi che da solo ce l'avrebbe fatta?"
Elendor: "Come ho già detto, Anya, parlare con lui non porta a nulla. Jaran è un mago che sa nascondere bene i suoi segreti"
Anya: "Che vuoi dire?"
Elendor: "Che Jaran non ha detto ai tuoi amici nemmeno metà delle cose che doveva dirgli. Ma è comprensibile, anch'io l'avrei fatto nella sua posizione. In nessuna epoca ho visto un malfattore auto-incriminarsi"
Anya: "Elendor, queste sono solo parole, come hai detto tu prima. Tu mi hai costretta a collaborare con te contro la mia volontà. Perché dovrei crederti?"
Elendor: "Il mio sottoposto è stato molto scortese con te. Ti chiedo di perdonarlo. Avevo predisposto tutto per trattarti da ospite di alto riguardo, non da prigioniera"
Anya: "Rispondi alla mia domanda"
Elendor: "Perché io, al contrario di te, Anya, ho le prove"
Anya: "Mostrale"
Jaran: "Di che parli, Elendor? Colm sapeva bene i rischi a cui andava incontro"
Elendor: "Sapeva anche che hai chiamato tu Thareon Aldemir?"

Anya, per un attimo, impallidì. Iniziò a farsi una miriade di domande. Perché Jaran avrebbe dovuto chiamare il più grande assassino al mondo? Perché coinvolgerlo? Era stata una mera coincidenza il loro incontro? Ma non ebbe tempo di riflettere.

Un cristallo di un intenso blu notte comparve nel palmo aperto della mano di Elendor, fluttuando autonomamente. "Questo è un artefatto molto antico, impossibile da contraffare. Prima di capire cosa fosse esattamente, era chiamato cristallo della memoria. L'Impero Suel ne recuperò alcuni esemplari. Il cristallo riporta fedelmente il ricordo di una creatura. È basato su un metodo molto preciso: qualsiasi tentativo di falsificazione lo distrugge irreversibilmente. Se la creatura ha avuto la memoria alterata, il cristallo conterrà invece il ricordo vero, inalterato. Se vi sono illusioni nel ricordo, il cristallo le svelerà, mostrando la realtà. Dapprincipio, si pensò di utilizzarlo per fini terapeutici, in modo da aiutare le persone le cui memorie erano state alterate, magicamente o meno, a recuperarle. Si pensò poi di utilizzarlo per fini militari, come metodo per passare una informazione certamente vera. Ma poi Xodast scoprì cos'era davvero…" Anya guardò l'oggetto e rimase stupefatta. Capì che era un artefatto preziosissimo, ma fragilissimo al tempo stesso. Gli sembrava di intravedere delle stelle al suo interno, come se il cristallo fosse una finestra su un sublime firmamento celeste.

Jaran spalancò gli occhi ed il suo cuore saltò un battito. "No… tu hai messo mano… sei riuscito a salvarne uno… quindi è così che hai saputo…" asserì Jaran. "Anya", la chiamò Elendor, "Sai cosa sono gli Akashic Records?"

Anya: "No, ma farò finta di crederti. Cosa contiene quel cristallo?"
Elendor: "La conversazione telepatica tra Thareon Aldemir ed il Saggio delle Ombre, ovvero Jaran"
Jaran: "No, aspetta, Anya. Devi ascoltarmi: non è come pensi"
Anya: "Fammela sentire"
Jaran: "Anya…"
Anya: "Adesso basta, Jaran. Ho il diritto di sapere la verità"
Jaran: "Ascoltami! Non sono ricordi umani!"
Elendor: "No, infatti. Se lo fossero, sarebbero fallibili. Sono ricordi puramente oggettivi"
Jaran: "Quei cristalli sono solo delle interfacce. Consentono di accedere solo ad un frammento degli Akashic Records. Non danno contesto"
Elendor: "Ma sono veri, oggettivamente veri. Ed è questo ciò che conta"
Jaran: "Sono solo quello! Non hanno emozioni, sentimenti, stati d'animo, niente! Non c'è niente di umano negli Akashic Records! Non si può capire la verità ad un livello così astratto. È come la realtà che descrive se stessa. Una creatura vivente non può decodificarli così banalmente…"
Anya: "Da come ne parli, sembri conoscerli bene, fin troppo per nozioni accademiche. Quindi li hai usati…"
Jaran: "Mi sono prepato per anni per farlo. Tu non sei pronta"
Elendor: "Il tuo potere, Anya, non è molto dissimile dagli Akashic Records. E questo ricordo è relativamente breve, non dovresti risentirne minimamente"
Jaran: "Perché non gli dici perché il loro uso medico fallì miseramente?"
Elendor: "Alterazioni della personalità a lungo termine, strettamente non-magiche. Sviluppo di incapacità relazionali, diffidenza, apatia, isolamento, a volte tendenza al suicidio. In nessun caso i sintomi sono apparsi dopo il primo utilizzo. Ovviamente, ciò non esclude che esista una piccola probabilità che possano farlo. Soddisfatto?"
Jaran: "È un rischio troppo grande"
Anya: "Allora perché non mi dici tu, Jaran, cos'hai detto a Thareon?"
Jaran: "Perché potresti fraintendermi. È il motivo per cui l'utilizzo degli Akashic Records è stato severamente ristretto. Sapere una cosa vera ti illude di sapere tutto. La mente umana ha una fervida immaginazione e non sempre ragiona in modo logico"
Elendor: "Parli degli Akashic Records come se fossero una malattia. Sono invece la miglior medicina possibile per combattere l'irrazionalità. Chiaramente, bisogna prenderne un poco alla volta, con saggezza"
Jaran: "Avrei dovuto capirlo da come parlavi, Elendor. Verità di qui, verità di qua. Anche tu li hai usati…"
Elendor: "Una volta ogni cento anni. E la mente degli Antichi Elfi è dieci volte più-"
Jaran: "-resistente di quella umana, lo so. Sempre i migliori in tutto, voi elfi antich-"
Elendor: "Proprio come quella di una Tenebra. Un piacevole effetto secondario della tua trasformazione"
Anya: "Adesso basta! Smettetela di girare in tondo. Jaran, se vuoi davvero che ti creda, non occludere il mio potere. Guarderò solo cosa è accaduto di recente, hai la mia parola"

Fu quella la richiesta decisiva. Jaran chiuse gli occhi e abbassò lo sguardo, chinando leggermente il capo. "Mi dispiace, Anya, la tua parola non basta. Non posso farlo" rispose Jaran, con dolorosa sincerità. Jaran aveva molto da nascondere. "Ho fatto degli errori di valutazione nei vostri confronti… dovevo prepararmi al caso peggiore" aggiunse. Anya cambiò espressione: tra lei e Jaran c'era una voragine, piena di segreti e di colpe inconfessate e forse inconfessabili.

Elendor: "Diffidenza, isolamento. Tu quante volte li hai usati?"
Jaran: "Tra i reperti medici, non c'era nessun caso di ficcanaso cronico?"
Elendor: "Neanche l'umorismo nero faceva parte dei sintomi. Quello deve essere un tuo tratto personale"
Jaran: "Devi sempre avere l'ultima parola su tutto?"

Anya non ce la faceva più. Stavano litigando scioccamente tra loro, ignorandola. Prese una decisione drastica: volò verso Elendor ed afferrò il cristallo della memoria. Elendor abbassò le sue difese magiche per consentirle di farlo, rispettando la sua decisione. "No, Anya!" Jaran cercò di fermarla. "Lasciala fare, è una sua scelta" lo interruppe Elendor. Anya si fermò un attimo, girata di spalle. "Cos'è accaduto prima della guerra tra voi due?" chiese Anya, senza voltarsi. "Il cristallo contiene anche quello. Aprilo e saprai tutto" rispose Elendor. "Perché non me lo dici tu?" disse Anya. "Mi crederesti se lo facessi?" chiese l'elfo ed Anya dovette riconoscere che lo credeva solo a metà. Qualunque cosa Elendor avesse detto, dopo tutto quello che aveva sopportato, sarebbe stato troppo difficile da accettare. Ma il cristallo conteneva una verità oggettiva, quindi il discorso era ben diverso. "Forse è come dice Jaran. O forse tu ed i tuoi amici non dovreste fidarvi così tanto di lui…" concluse l'elfo. Anya guardò il cristallo che aveva in mano e volò via senza voltarsi.

"Adesso basta" asserì Jaran, scattando verso Anya con l'intenzione di riprendere il cristallo. La spada di luce di Elendor si interpose. "Ah, no, Jaran. Tu non ti intrometterai anche questa volta. Sono io il tuo avversario" lo bloccò Elendor. "Non ti importa niente di lei? Lasciami andare!" Jaran divincolò la sua spada da quella dell'elfo. "Mi importa molto, invece. A te, al contrario, importano solo i tuoi sporchi segreti" replicò l'elfo. "Fammi passare" disse Jaran con voce decisa, quasi fosse un ordine. "Non obbedisco ai tuoi comandi, Mago della Valle. Non sono una delle tue pedine, come Colm, Jack e gli altri" aggiunse, interponendosi. "Da quale pulpito! Anya era tua prigioniera fino a poco fa" replicò. "Sai bene che non ho maltrattato Anya e mi sono assunto le responsabilità per le azioni dei miei sottoposti. È una guerra, Jaran, le cose non vanno sempre come vuoi tu. Non sono certo stato io a manipolare gli ultimi cent'anni di storia da dietro le quinte con lo pseudonimo di Saggio delle Ombre"
"Tutto quello che ho fatto l'ho fatto solo per il Bene Super-"
"Per il bene superiore, ma certo! Che per te corrisponde a proteggere i tuoi segreti ed il tuo piccolo orticello nascosto tra le montagne"
"La mia nazione è libera ed indipendente. Se devo combattere per proteggerla, allora non mi tiro indietro"
"A qualunque costo, immagino"
"Questo non l'ho detto"
"Non hai bisogno di farlo: i fatti parlano chiaro, le prove lo dimostrano"
"E questo te l'hanno detto gli Archivi?"
"E a te cos'hanno detto gli Archivi, Jaran? O forse hai avuto paura di guardarti allo specchio e vedere quello che sei diventato?"
"Non parlare come se fossi innocente"
"Nessuno è innocente in questa storia. Ma io almeno non mi nascondo dietro le ombre"
"No, ti limiti ad impersonare Heyan Verdefoglia nel tuo tempo libero"
"Per mantenere un profilo basso e recuperare oggetti di valore senza espormi. Invece, nel tuo tempo libero cosa fai? Fai salire al trono un tuo amico al Nord, fai cadere una nazione ad Est, poi fai scoppiare una piccola guerra a Sud… e quando qualcosa va male, una bella guerra mondiale per riazzerare la scena e ricominciare da capo"
"Non osare accusarmi delle Grandi Guerre quando sono stato in prima linea per impedirle"
"Oh, davvero? Anche quando hai aiutato Rary nel suo tentativo di uccidere Mordenkainen?"
"Non è andata così! Stai distorcendo i fatti"
"Certo, hai sempre ragione tu, Jaran, non lo dubitavo"
"Non mi è mai importato nulla di avere ragione"
"No, infatti. Ti è sufficiente che gli altri giochino al tuo gioco"
"Parli a me di giochi? In mille anni, hai imparato ad essere un ottimo doppio-giochista. Dimmi, da quanto tempo sapevi di Colm?"
"Che fosse discendente di Nero? Fin da quando l'ho incontrato faccia a faccia"
"Visto?"
"Ho vegliato su di lui! Anche se non poteva saperlo. Se avesse avuto i sensi sviluppati come ora, si sarebbe accorto dello stormo di sensori magici che lo seguivano ovunque andasse. L'ho protetto da tutte le divinazioni di Aracne, ho tenuto impegnato l'ultimo simulacro per dargli tempo sufficiente di fuggire da Sasserine. E tu, invece, come ti sei comportato con Jack? L'hai abbandonato al suo destino senza molti ripensamenti"
"Come pretendi di sapere cosa provo per Jack?"
"E Jeremya, allora? Hai usato delle belle parole per convincerlo a diventare la tua pedina preferita? Oppure il fatto che lui avesse dei poteri unici da cronomante ti rendeva troppo invidioso?"
"Questa conversazione è finita" e, afferrata la spada, si gettò su Elendor, richiamando a sé ulteriore polvere ombra. I due continuarono a duellare con le spade, ma i loro attacchi erano ora feroci e la situazione era precaria.

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