Chpt. 6 - Il Segreto del Ragno

Lithira era in una buia e umida alcova nascosta nei sotterranei di una delle isole minori dell'Isola del Terrore, un luogo segreto noto solo a lei e a sua sorella, Rhisa. Ma Rhisa era morta e Lithira era diventata troppo vecchia perfino per piangere, anche se avrebbe voluto farlo con tutte le sue forze, dato che il suo cuore era straziato. Nonostante gli esecutori materiali fossero stati gli Skinwalkers, Lithira sapeva che la vera responsabile di tutto era la migliore allieva che avesse mai avuto, nonché la persona che aveva tradito la sua fiducia secoli prima: Aracne Arabani. Il suo antico errore le si rivoltava contro ed ogni giorno era come se il fantasma del passato la attanagliasse sempre più, costringedola a vivere con il senso di colpa, diventato opprimente dopo la morte di Rhisa. In quell'attimo, capì come doveva sentirsi Jeremya Teraknian e si vergognò di non riuscire a sopportare, per così breve tempo, un peso che il Mercante di Maschere aveva sopportato  per secoli… anzi, solo uno dei suoi pesi. Ma ora Rhisa era morta e tutto era cambiato.

Lithira si avvicinò alla pergamena avvolta da rune arcane nell'alcova segreta, sotto la quale vi era una bacinella a forma di ragno con dentro un pugnale d'argento cerimoniale. Prese il pugnale, si fece un taglio e versò il suo sangue nella bacinella, che subito si illuminò di luce violacea. La maledizione collegata a quel rituale si attivò immediatamente e tutte le persone che avevano legami di sangue con Lithira (cioè, dopo la morte di Rhisa, nessuna) morirono. Quella maledizione, ben al di là della magia comune, gli era stata lanciata da Aracne utilizzando il Segreto del Ragno ed era il motivo per cui sia Rhisa che Lithira erano impotenti nei suoi confronti. Ma ora tutto era cambiato.

Lithira afferrò la pergamena ed iniziò il rituale, che richiedette un'ora di preparativi. Alla fine, recitò la formula magica contenuta nella pergamena e l'Ottavo Frammento del Segreto del Ragno, l'unico che Aracne non aveva potuto rubare perché legato a lei e a Rhisa, entrò dentro di lei. Lithira riacquistò tutti i suoi poteri arcani perduti, seppur con forza ridotta a causa dell'età inoltrata. Sapeva bene che quello che avrebbe fatto l'avrebbe portata a morte certa, non era all'altezza dell'ultimo simulacro di Aracne, ma almeno avrebbe potuto regalare tempo ad altri, impedendo ad Aracne di fare ciò che più desiderava: liberare il suo vero corpo. Così, Lithira lasciò l'Isola del Terrore, utilizzando un teletrasporto. Arrivò in un lampo di fronte a Castel Teraknian, dove trovò aperto il ponte levatoio. Non poteva, infatti, entrare direttamente all'interno del castello, essendo magicamente schermato. Poco dopo, seguendo le indicazioni di Jeremya, fu nella sala del trono.

Aracne (o meglio, ''Lady Arcane Arabani'', ovvero l'ultimo simulacro) sedeva sul trono in posizione rilassata, mentre Lithira avanzava sul rosso tappeto. ''Rhisa è morta'' disse Lithira, la rabbia che le saliva in corpo, ''per colpa della tua dannata sete di potere''. Lei si limitò a sorridere languidamente, dicendo solo ''Lithira… da quanto tempo''. ''Sai perché sono venuta: per vendicare mia sorella''.
''E davvero pensi di potercela fare? Forse avresti fatto meglio a restartene nel buco dal quale sei nata, quel piccolo buco sperduto nell'isola di Olmari-Mether'quan'' si riferì all'Isola del Terrore chiamandola con il suo vero nome.
''Viscida vedova nera, pagherai per tutto il male che hai fatto, per tutte le creature che hai ucciso spregevolmente e per aver violato il sacro tempio degli Aranea''.

La battaglia che seguì tra le due incantatrici fu tremenda: uno stormo di incantesimi, tessuti da ambo i lati come le tele di un ragno, si abbattevano sul nemico. Sciami di ragni uscivano dalle pareti, schiantandosi sul rispettivo nemico, mentre altre mostruosità aracnoformi, nascoste nell'ombra, attaccavano di sorpresa. Dopo una estenuante battaglia magica, tutti i ragni erano morti e Lithira respirava a fatica: l'età aveva il suo peso, era fisicamente stremata. Aracne, invece, non dava segni di stanchezza fisica. Il duello era giunto al suo apice.

Lithira formulò una strana magia, diversa dalla magia comune, quando la vecchiaia la colpì in pieno e si fermò, sputando sangue. Aracne ne approfittò immediatamente, ferendola con raggi di energia negativa e dardi di ghiaccio nero. ''Oh, che peccato… tutte quelle belle parole e poi questo? Morta per la vecchiaia…'' la schernì Aracne, mentre Lithira respirò a fatica. Stava cedendo, ma aveva ancora il suo asso nella manica. ''Sarò pure vecchia… ma ho ancora… una missione… da compiere…'' e scagliò una potente magia. Una ragnatela di forza partì dalle mani di Lithira, si avvolse attorno ad Aracne, colta di sorpresa. ''Presa!'' Lithira strinse il pugno e la sua vista, a causa della vecchiaia, si offuscò. Non sentì nemmeno un urlo umano, ma lo stridio di un ragno che veniva tagliato a fette. Poi, la ragnetala di forza svanì e non si udì alcun movimento nella stanza. Senza poter godere della sua vittoria, Lithira abbozzò un sorriso: ce l'aveva fatta! Aracne era morta!

I pezzi caddero a terra in mille frammenti di cristallo nero. Lithira non si accorse di quel dettaglio, in quanto la vista le si era offuscata ed il dolore alla spalla, causata dai dardi di ghiaccio nero, era atroce. Ma era sicura di aver vinto. D'improvviso, una lancia di ghiaccio nero le traforò la pancia. Lithira sputò sangue, urlando dal dolore, e si piegò sulle ginocchia. Si voltò alle sue spalle: Aracne era lì, solo superficialmente ferita. Spalancò gli occhi. ''Impossibile… ?! Come…. ?!'' un rivolo di sangue le uscì dalla bocca. Ma poi, intravedendo il cristallo nero, capì. ''Sei diventata vecchia, Lithira. Il famiglio regalatomi dalla vera Aracne, un ragno di ghiaccio nero, ha preso il mio posto prima che la tua ragnatela di forza mi stritolasse. Ero tua allieva, ricordi? Conosco le tue mosse migliori'' rispose. Una mossa incredibilmente furba. ''Tu non puoi avere famigli… non sei una vera maga, solo un suo simulacro… hai sacrificato il tuo ragno più prezioso… per potermi battere…'' ''E ripeterei tale scelta ogni volta'' replicò Aracne, mentre una tela di magia si formava nelle sue mani.

Lithira provò a rievocare le forze, ma era troppo debole. ''Addio, maestra'' ed uno stormo di pugnali di ghiaccio oscuro la colpirono sia in petto che alla schiena. Lithira, lanciando un ultimo, lungo gemito, cadde per terra, sconfitta, mentre il suo urlo fu soffocato dall'aria che si sentì mancare.

Ho perso… Rhisa… perdonami… è troppo forte per me. Credevo di averla in pugno nella mia tela, invece era lei che mi teneva nella sua. Aveva intenzione fin dall'inizio di utilizzare quella strategia, mi ha ingannata…

Ma poi l'immagine di Rhisa divenne forte in lei: la vide com'era bella quand'era ancora giovane. Ricordò i bei tempi passati, ricordò quanto era stata brava a guidare gli Aranea in sua assenza. Ricordò la sua devozione, il suo impegno, la sua passione, il suo grande amore per la natura e per l'equilibrio. Ricordò ciò che Aracne aveva infranto… e desiderò, con tutta se stessa, di avere ancora un'altra opportunità, mentre il soffocamento sopraggiungeva inesorabile.

Aracne camminò nella sala, lasciandosi alle spalle il cadavere di Lithira. La sua magia di trasposizione segreta l'aveva lasciata molto indebolita e, purtroppo, era stato necessario usarla per uccidere Lithira. Ora non l'avrebbe più potuta usare per molto tempo, ma non si preoccupò, in quanto nessuno, a Sasserine, poteva sfidarla. Stava per toccare il trono, quando una ragnatela azzurra, come eterea, l'avvolse. Lithira, alle sue spalle, si era rialzata in piedi. ''Impossibile!'' si voltò: Lithira era lì, ansimante, le ferite ricucite dalle ragnatele, tenuta in vita solo dalla sua forza di volontà, dal desiderio di vendicare Rhisa. ''Che diavolo è questa magia, vecchia?'' Aracne chiese ad alta voce, agitata. ''Stai usando quel che ti resta da vivere per lanciarla!'' aggiunse, non capendo perché non avesse sfruttato l'occasione per scappare via.

Lithira sorrise, rimembrando le esatte parole dette da Jeremya. ''Non mi spaventa la morte…'' iniziò, per poi ripetere la frase del ricordo, con tutte le sue forze: ''E questa è una magia che va al di là della tua comprensione'' ed Aracne impallidì, percorsa da un brivido, rivedendo per un attimo la figura di Rakin alle spalle di Lithira, come se fosse il suo fantasma a parlare. Fu in quell'attimo di esitazione che Lithira colpì: ''PER RHISA!'' e parve quasi che fosse Rhisa stessa a stringere il pugno.

Innumerevoli fili di ragnatela, come eterei, si avvolsero attorno all'incredula Lady Arcane, mentre il simbolo di un ragno, con una delle otto zampe illuminate di azzurro, comparve ai suoi piedi. ''L'ottavo frammento… MALEDETTA VECCHIA!'' e la sua mano divenne fredda e pervasa da energia negativa. Il cuore di Lithira si congelò a causa della strana magia necromantica e, nello stesso istante, i fili formarono un intricato diagramma arcano.

Nello stesso istante, Lithira cadde a terra, morta, l'Ottavo Frammento del Ragno entrò in possesso di Lady Arcane ed il simulacro sentì perdere molti suoi poteri, come se fossero stati strappati dalla ragnatela che li teneva uniti. Lady Arcane si guardò le mani: i flussi arcani erano deboli. ''Che diavolo mi ha fatto? No… non può essere…'' corse via, provò ad uscire dal castello, ma come una ragnatela invisibile le impediva di fare anche solo un passo oltre il confine. ''No, no, no…'' provò in tutti i modi, magici e non, ma capì di essere intrappolata all'interno di quelle mura. ''MALEDETTA LITHIRA!'' urlò, sfogando la sua rabbia a tal punto da disintegrare il cadavere di Lithira e spargerne in mare le polveri con una poderosa Folata di vento. La magia di Lithira era un potente rituale di confinamento, ma quello era solo il cuore della ragnatela nella quale Lithira l'aveva intrappolata. I suoi poteri arcani più potenti erano stati sigillati in un oggetto che Lady Arcane ben conosceva: il filatterio di Aracne. Il simulacro si sdraiò sul trono, cercando di calmarsi. Nessuno avrebbe mai saputo di questo fatto, pensò, oramai Lithira era morta. Inoltre, il suo filatterio era in un luogo sicuro. L'importante era che non fosse distrutto, altrimenti avrebbe perso quei poteri per sempre. Ma il rituale di Lithira era imperfetto, l'avrebbe tenuta imprigionata solo per un anno. E, comunque, ora aveva l'intero Segreto del Ragno a disposizione, il che non era poco. Poteva finalmente utilizzare la parte più temibile (e pericolosa) della Magia dei Ragni.

Così, Lady Arcane si rassicurò, sapendo che il tempo era dalla sua parte e meditando la sua prossima mossa. Se non fosse stato per Lithira, sarebbe già riuscita a risvegliare la sua vera forma, era vicinissima al suo obiettivo. Le restavano pochi passi, fuori dal castello, da fare, ma ora una barriera inviolabile le avrebbe impedito di realizzare subito i suoi piani. E, proprio come tanti anni prima, il nobile sacrificio di una vita aveva impedito la catastrofe.

Prima di morire, Lithira chiuse gli occhi. Sentì la mano di Rhisa premere sulla sua, completando l'incantesimo. E, dopo così tanto, tanto tempo, il peso delle sue colpe la abbandonò e, mano nella mano con sua sorella, si librò nell'aria più leggera di una farfalla.

Sintesi: L'ultimo simulacro di Aracne è imprigionato per 1 anno a Castel Teraknian. Lithira è morta, Lady Arcane ha acquisito l'ultimo frammento (l'ottavo) del Segreto del Ragno. Il filatterio di Aracne ora racchiude i poteri più forti del simulacro e, se distrutto entro 1 anno, tali poteri saranno persi per sempre.

Chpt. 6 - Il Segreto del Ragno

Cronache di Sasserine Dark_Field