Cronache di Sasserine

Fuori dall'abisso, e poi chi lo sa

"Siamo quasi morti anche stavolta. A quanto siamo? Ho perso il conto"

Dopo una serie di tentativi riusciamo a capire come aprire un portale che ci porta all’interno di una sorta di tempio. Le minacce al suo interno non sono poche, e noi non disponiamo più dei mezzi per guarire magicamente. Con molta fatica riusciamo a trovare una stanza che dovrebbe portarci al nucleo di questo “piano”, ma per entrare dobbiamo trovare le braccia di due statue che sembrano sorvegliarne l’ingresso. Esplorando per bene le altre stanze riusciamo a trovarle, e nella stanza troviamo un Bar-lgura molto agguerrito. Nella stanza c’è anche il professor Urol, tenuto sospeso al di sopra di un grosso falò, forse per un qualche sacrificio. Riusciamo a mettere in seria difficoltà il nostro nemico, che come ultimo gesto si immola per attivare un’enorme costrutto, il guardiano di questo tempio. Riusciamo a liberare Urol, ma siamo in condizioni critiche, e siamo costretti alla fuga, ma Gandalf è sicuro di poter ora risolvere la situazione da solo, potendo contare sull’invisibilità e su un paio di stivali della levitazione. Resta quindi chiuso nella stanza solo con Urol, mentre noi lo aspettiamo fuori dalla porta con le statue, pronti ad aprirla quando arriverà il nostro compagno. Dopo un po’ però ad aprire la porta è il costrutto, e gandalf ci grida di tenerlo impegnato ancora pochi secondi. Nel breve combattimento che segue Jack e Ilian finiscono a terra, con me che riesco a evitare i tentacoli del costrutto per un soffio. Subito dopo però il costrutto si blocca, torna nella sua posizione originale e si ferma. Riusciamo in qualche modo a tirare su i nostri compagni, e procediamo alla distruzione del costrutto, che ora è tornato a essere solo una statua. Distrutto lui, l’intersezione planare svanisce, e riusciamo finalmente ad andare via.

Continuiamo il viaggio verso Far Shore, ora con una certa fretta perché l’ultima brutta avventura ci ha fatto perdere un giorno di marcia. Verso sera arriviamo in un villaggio di discendenti degli Olman, dove scopriamo con raccapriccio che l’idolo che abbiamo trovato nelle rovine di Tamoachan appartiene a un tempio dedicato a Zotzilaha, una divinità adorata dagli Olman. Bisogna restituire l’idolo, prima che la furia di Zotzilaha si abbatta su questo villaggio. Sappiamo che questa è una cosa importante da fare, ma decidiamo che per il momento salvare Far Shore è più urgente. Torneremo non appena avremo risolto l’emergenza per sistemare le cose anche qui.

Proseguendo il nostro cammino incontriamo Tavey, il quale ci dice che è stato un uomo con una maschera a dirgli che per incontrarci bastava che ci aspettasse qui. Ci dice che la Fratellanza Scarlatta purtroppo è già arrivata a Far Shore. Nel porto di Far Shore notiamo che è attraccata la Blue Nixi, nave gemella della Viverna del Mare. Quando finalmente raggiungiamo il villaggio, lo troviamo sotto assedio un po’ ovunque. Un gruppo ben nutrito sta assediando un magazzino nei pressi del porto. Un altro piccolo gruppo sta combattendo con alcuni uomini del posto. La sorpresa più grande è vedere il nostro vecchio amico, Talion, tenere testa da solo a una ventina di uomini. Dopo ore di guerriglia, riusciamo a rompere l’assedio e a mettere in fuga i superstiti. Scopriamo che nel magazzino si erano rifugiate Lavinia VanderborenManthalay Meravanchi insieme ad alcune altre persone. Lavinia mi dice, in disparte, che c’è una persona che vuole vedermi, ed è proprio nella stanza accanto.

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